raggiungimento degli obiettivi

Non raggiungi l’obiettivo? Fa’ un giro nel P.A.R.C.O.

5 fattori che ci impediscono di raggiungere un obiettivo

Più volte si è scritto su come raggiungere al meglio un obiettivo (per esempio qui abbiamo unito al metodo SMART un buon consiglio della nonna per definirli al meglio).

Ma a volte ci autosabotiamo o, comunque non capiamo le ragioni che ci impediscono di perseverare nelle nostre azioni lungo la strada verso l’obiettivo desiderato.

Oggi esporrò un metodo per cercare, non solo di definire meglio l’obiettivo, ma anche per verificare le componenti nascoste che ci mettono in difficoltà strada facendo.

Perché non raggiungo i miei obiettivi?

Nell’articolo che ho condiviso sopra “rubo” un metodo aziendale utile per focalizzare i propri obiettivi anche dal punto di vista personale. È il metodo che viene definito “S.M.A.R.T.”, un acronimo che ci permette, nella stesura di un progetto, di fare in modo che l’obiettivo sia Specifico, Misurabile, Attrattivo, Raggiungibile e Temporizzato.

Non è una metodologia moderna, infatti il metodo è degli anni ‘80 e riprende a sua volta una modalità di management degli anni ’50: è quindi qualcosa di datato. Resta, però, molto utile perché, esperienza alla mano, la maggior parte delle persone e delle aziende che ho incontrato in difficoltà nel raggiungere gli obiettivi non li avevano definiti correttamente.

Nella sua semplicità, il metodo SMART mi piace perché aiuta a formare un’iniziale chiarezza e a indirizzare la mente verso azioni concrete.

È utile anche in sede di psicoterapia (con le dovute rimodulazioni) e ancor di più quando si lavora sulle proprie performance per il miglioramento dei risultati in settori specifici.

Ma la difficoltà, una volta definito l’obiettivo è poi fare tutto il resto: perseverare, acquisire una routine e continuare con determinazione e motivazione.

Se qualche consiglio su come allenarci lo possiamo cogliere dalla pratica deliberata proposta dal prof. Anders Ericsson, oggi vi presento 5 aree da indagare qualora continuassimo a procrastinare le nostre azioni pianificate o continuassimo a sbattere la testa senza notare miglioramenti.

Il metodo PARCO: dove cercare quando non riesci a migliorare

Durante una live di qualche anno fa mi sono inventato l’acronimo PARO. E successivamente, per gioco, l’ho proposto anche in alcuni corsi di formazione… E, come molte cose nate per caso, il metodo funziona!

Con il tempo e l’aiuto di vari corsisti l’ho migliorato (rispetto al video che trovi sotto, ho modificato qualcosa, ho aggiunto una lettera e anche tre anni in più)

La parola P.A.R.C.O. ora sta per:

  • Profondità
  • Altri
  • Risorse
  • Competenze
  • Organizzazione

Questo acronimo non andrà a svelare i segreti reconditi della vostra mente, ma vi permette di porvi qualche giusta domanda per guidare l’analisi di un progetto che sta ristagnando senza soluzione da tempo.

D’ora in poi quando vi chiederete “quali sono i motivi principali per cui non raggiungo questo obiettivo?” la risposta sarà: “Meglio andare al parco”.

Battute a parte, quando siamo in difficoltà con un progetto, come detto, probabilmente abbiamo definito male l’obiettivo finale, avere dunque 5 aree da indagare vi permetterà di avere più elementi per comprendere quale sia il problema e risolverlo con più facilità.

Ecco una veloce sintesi delle domande da porsi per ciascuno settore del “parco”.

P: profondità

Profondità: analizzate se c’è qualcosa di profondo che va ad opporsi alla vostra realizzazione. È importante partire dalle basi della propria identità: se il raggiungimento dell’obiettivo va a contrastare un elemento nucleare del vostro modo d’essere, le vostre difese “inconsce” si attivano per bloccarvi.

Nulla di mistico. Si tratta di un’incongruenza o incoerenza identitaria: se per raggiungere quel determinato obiettivo dovrete diventare una persona che non rispecchia alcuni vostri valori fondamentali, ecco che questi valori vi metteranno i bastoni tra le ruote.

Cosa c’è nel tuo progetto a cui si oppone il tuo “inconscio”? Cosa metteresti a rischio se raggiungessi effettivamente quell’obiettivo? Rischieresti soldi, affetti o la faccia?

Magari una volta in vetta tutto andrebbe bene, ma c’è qualcosa che dovresti fare per raggiungere l’obiettivo che contrasterebbe con i tuoi valori?

Analizza bene il contesto in modo concreto e dettagliato, declinando tutti gli scenari in base alla coerenza valoriale.

A: altri

Analizza il contesto sociale: famiglia, amici e collaboratori come interagiscono con il tuo obiettivo?

L’analisi dello scenario deve riguardare anche le persone che ci stanno attorno. Raggiungere quell’obiettivo mi porrebbe in situazioni non desiderabili con i miei familiari e amici?

Potrebbero non riconoscermi più o prendermi in giro?
O sarei in una posizione più facilmente ricattabile, giudicabile eccetera?

Ma oltre a questi risvolti legati al senso di colpa, alla paura o alla vergogna, meglio soffermarsi anche sulle influenze altrui:

l’obiettivo lo senti tuo o ti ha influenzato una persona per te importante?
La modalità che stai seguendo ricalca troppo quella di un tuo competitor o di un tuo mentore?

In più: fai attenzione che qualche tuo amico, familiare o collega non ti demotivi ogni volta in cui condividi con lui o lei la tua iniziativa.

Sei sicuro che il fatto che il tuo capo non abbia dato l’ok al tuo progetto non dipenda da qualche colpo basso di un collega?
È possibile che i fornitori o altre persone che hai coinvolto nel percorso non stiano valutando altre strade o, semplicemente, non siano così convinte come lo sei tu?

Pensa agli altri partecipanti al tuo progetto e approfondisci con loro la situazione.

R: risorse

Il vostro progetto si inserisce in una vita con altri impegni e altre abitudini: avete le risorse necessarie? Parlo di tempo, soldi, energia e persone.

Se volete dimagrire e avete fissato un tot di chili da perdere in un tot di mesi, ma lavorate 14 ore al giorno nella migliore pasticceria del mondo, dormite pochissimo e dovete correre a destra e a sinistra nella gestione di tre figli: non avete tempo di prepararvi l’insalatina perfetta con il piatto ipocalorico e nemmeno le energie per instaurare una sana routine di corsetta mattutina.

Magari però avete il denaro per permettervi una dietista e un personal trainer che vengono direttamente a casa vostra a fare tutto ciò che serve.
O potete valutare di lasciare la pasticceria per i mesi sufficienti per acquisire le abitudini e lo stile di vita necessari al vostro obiettivo.

Alla peggio, se non vi sono altre risorse disponibili dovrete frammentare il vostro obiettivo in molti micro obiettivi e accettare che impiegherete molto più tempo e avrete molti più fallimenti. E in questo caso dovrete lavorare anche sulla C.

C: competenze

La prima ragione che viene in mente a tutti quando non si raggiungono gli obiettivi è: “non sono capace” “sono troppo pigro” “alla fine mi demotivo e lascio” “non ho abbastanza autostima”.

Non fatevi trarre in inganno da questo tipo di autosabotatori.

Non sostengo che non sia vero, ma se lo fosse: allenate le vostre abilità mancanti.
Chiedetevi dunque se vi manca qualche competenza o soft skill, ma non credete che non possiate migliorare in quel settore.

È una questione di approccio o di mindset: avete difficoltà nella gestione del tempo? Trovate un metodo che fa per voi tra i tanti corsi e libri in commercio.
Vi manca la concentrazione? Iniziate a praticare alcuni tipi di meditazione.

Ma ponetevi anche questa domanda: c’è un’altra mia abilità che potrebbe supplire la competenza in cui scarseggio? Forse non sarete bravi a organizzare precisamente un’agenda, ma il vostro entusiasmo potrebbe riuscire a incrementare ugualmente la vostra produttività.

O: organizzazione  

Ultima, semplicemente per ordine di esposizione, è la pianificazione e l’organizzazione della nostra strada verso l’obiettivo. Più il progetto è complesso, più a volte deve essere organizzato.

Avete individuato gli indicatori necessari? Sono distribuiti bene nel tempo?
State considerando le risorse a disposizione?

Ma attenzione: organizzazione non significa rigida burocrazia.

L’organizzazione dell’obiettivo è funzionale al vostro abitudinale modo di agire? (rileggi questa domanda) Se sei un creativo nottambulo che ha sempre fatto le cose all’ultimo momento, credi veramente che un’organizzazione rigida di un intero anno in cui ti svegli alle 5 di mattina e alla sera compili un foglio excel sia utile?

Impieghi più tempo a pianificare e ripianificare il tuo obiettivo rispetto al tempo dedicato alle azioni necessarie per raggiungerlo?

Riassumendo:

Tutti è personale, quindi, meglio ritagliare su tua misura gli obiettivi, gli strumenti e i percorsi che portano al loro raggiungimento. Se ogni anno ti fissi lo stesso obiettivo e dopo poco tempo demordi, analizza le 5 aree del PARCO: la tua mente è molto più interessante di ciò che pensi, indagane la vastità. Meglio con una bella passeggiata all’aria aperta.

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