Obiettivi raggiungibili: aver chiara la meta è il passo più importante

Spesso ci fissiamo degli obiettivi che sentiamo  importanti, ma che non abbiamo chiari in mente: la strada che ci dovrebbe portare da dove siamo ora a dove dobbiamo andare è una strada molto fumosa. Chiarire gli obiettivi ci aiuta a chiarire la strada.

Oggi vi parlo di come definire i propri obiettivi in modo che diventino maggiormente raggiungibili. Se è importante capire chi siamo per fissare all’interno della nostra strada degli obiettivi importanti , degli obiettivi da raggiungere, allora è bene rubare qualcosa in quei contesti in cui questo processo (definire e raggiungere un obiettivo) è cruciale: le aziende.

Definire obiettivi SMART: ruba dalle aziende

In azienda, vi sono teorie un po’ passate, ma che sono sempre valide: quando si deve fissare un obiettivo l’importante è che questo obiettivo sia condiviso con le persone interessate, sia molto chiaro a tutti, sia specifico e possa essere, se non proprio monetizzabile, almeno misurabile e quantificabile. In questo modo i vari settori dell’azienda capiranno le aspettative del responsabile e lo potranno tradurre all’interno dei propri processi all’interno di un tempo stabilito.

Rubiamo delle cose che si fanno in azienda e le portiamo nella vita personale, ci trattiamo un po’ come se fossimo un’azienda. E in azienda per darsi obiettivi da raggiungere si utilizza la parola SMART che in inglese significa furbo, intelligente, e che come acronimo si riferisce a 5 caratteristiche una per ciascuna lettera.

S: specifico

L’obiettivo deve essere specifico, ossia è necessario specificare cosa si intende di preciso. Ad esempio, se l’obiettivo è dimagrire, è facile capire che si tratta della perdita di peso corporeo. Se invece è più astratto come “essere più sereni”, si rende necessario contestualizzare meglio cosa si intende (probabilmente vi trovate di fronte ad un macro-obiettivo da suddividere in più sotto-obiettivi SMART; in tal modo riuscirete a progettare il percorso e le energie per raggiungerli più facilmente);

M: misurabile

L’obiettivo deve essere misurabile, perché solo in questo modo si potrà capire di averlo raggiunto oppure no. Se riprendiamo l’obiettivo dimagrire sarà semplice misurarlo in chilogrammi (es: quanti chili vorrò perdere? oppure che peso vorrò raggiungere?). Se il mio obiettivo è invece “essere più sereno”,servirà un po’ di lavoro per trovare un’unità di misura.Gli obiettivi più ampi – come la serenità – devono essere declinati. Il vostro obiettivo “essere più sereno”, per esempio, può diventare: “passare del tempo in serenità assieme ad una persona cara”. Potete, quindi, pianificare dei week end oppure una cena romantica in più. A questo punto, l’obiettivo diventa maggiormente misurabile: fate una cena a settimana? Una cena al mese? Una ogni 6 mesi? Una cena all’anno?!?

Questo potrebbe essere in qualche modo un indicatore che vi dirà più o meno se state seguendo la strada che vi porterà al vostro obiettivo.
Anche in psicoterapia è utile fissare degli obiettivi e possiamo farlo usando l’immaginazione: immagino una scena che renderebbe chiaro il fatto che l’obiettivo è stato raggiunto: “Se io fossi sereno, in una situazione x probabilmente mi comporterei così”.  Se tra di voi c’è qualche persona forte e coraggiosa che è in terapia, condivida con il collega uno scenario di salute il più concreto possibile: aiuterà entrambi a fare in modo che quell’immagine diventi reale;

A: attraente

L’obiettivo deve attrarvi e voi dovete essere attratti da esso. Questo significa che vanno stabiliti obiettivi interessanti e motivanti. Questo è da tenere in considerazione anche quando affidiamo ad altri degli obiettivi. In ambito aziendale devo preoccuparmi che il mio collaboratore sia stimolato a raggiungere l’obiettivo affidatogli. Anche in famiglia voi date dei vostri obiettivi ai vostri figli (es: fatti la camera, sistema questo, torna a casa presto…) quindi meglio che siano in qualche modo attrattivi anche per loro [ndr: si gioca sempre a fare i genitori buoni, ma volte il fatto che se tu torni a casa presto NON ti prendi lo zoccolo di tua madre sulla fronte può essere decisamente attraente]. La psicologia non insegna i valori alle persone, cercate solo di definire obiettivi all’interno dei vostri valori e che siano coerenti con l’idea che avete di voi stessi e del mondo. A MeLab, poi, per rendere ancor più forte “l’attrazione” verso i nostri obiettivi facciamo degli esercizi di autoipnosi.

R: raggiungibile

L’obiettivo deve essere raggiungibile. Se al primo dicembre il mio obiettivo è di perdere peso, non posso prefiggermi di dimagrire 30 kg per Natale, perché posso già essere certo che non ce la farò. In pratica, il mio obiettivo sarebbe un preannunciato fallimento. Quando si fissa un obiettivo è necessario riflettere e capirne la fattibilità. Ad esempio se sono 10 anni che voglio dimagrire 15 kg e non ci sono mai riuscito, potrei pormi come micro-obiettivi di perdere i primi 5kg e non farmi prendere da facili entusiasmi per poi ritrovarmi ancora deluso.

Questo ancora di più se dovete dare un obiettivo a qualcun altro: non mettetelo in difficoltà, valutate contesto, risorse e competenze. Pensateci: come ci fa sentire non raggiungere un obiettivo che ci ha dato qualcun altro che magari è un nostro genitore? Ecco. Fatelo anche con voi stessi: come vi fa sentire non raggiungere mai obiettivi che continuate a porvi?

Non siete così male, provate a porre obiettivi più raggiungibili.

T: temporizzati

L’obiettivo deve avere una dimensione temporale. Quando si fissa un obiettivo è indispensabile porre delle scadenze per raggiungerlo, cosicché vengano ottimizzate le energie. Walt Disney a proposito diceva: “L’unica differenza che c’è tra un sogno e un obiettivo è una scadenza” .
Un tempo le aziende lavoravano con obiettivi a 5 anni, adesso sono 5 settimane. Anche noi possiamo fare la stessa cosa. Darci gli obiettivi con un tempo consono al ritmo e alla variabilità degli eventi. Più la data di scadenza che fissiamo è lontana, più è necessario prevedere anche la schedulazione di tutte le attività da ora a quel momento. È ovvio che se il mio obiettivo è andare a pagare la multa alla posta oggi alle 14:00 non serve che me lo organizzi in modo particolare, ma se il mio obiettivo è di andare a vivere in un’altra città tra 5 anni, i preparativi a cui vado incontro sono molteplici: trovare un altro lavoro, preparare la mia famiglia, trovare la casa… Le cose che dovrò fare nei prossimi 5 anni saranno molte e diverranno tanti micro-obiettivi che concorreranno a formare un progetto più ampio.

Note: obiettivi SMART, ma poi chi lo fa?

Nella tradizione inglese “A” sta per Acheaveble (che significa “raggiungibile” e che io metto sotto la “R”), anche se in realtà nella prima versione (quella dell’1981 di George T. Doran nel numero di Novembre di Management Review – e non quella inesistente di Peter Drucker che tutti citano) “A” sta per Assignable, cioè “attribuibile”. Importante è quindi che l’obiettivo sia chiaramente affidato a qualcuno e che questo qualcuno ne abbia piena responsabilità o che tali responsabilità siano definite in fase iniziale.

Raggiungere gli obiettivi: riassunto e consiglio della nonna

Per raggiungere un obiettivo è importante definirlo seguendo l’acronimo S.M.A.R.T.: un obiettivo è funzionale quando è “S” specifico, “M” misurabile, “A” attrattivo, “R” raggiungibile, “T” temporizzato.
Fissate nella vostra mente o nella vostra agenda obiettivi con queste caratteristiche, organizzate il cammino che vi porta dalla situazione in cui siete adesso alla situazione in cui sarete raggiunto l’obiettivo così investirete il vostro tempo in modo furbo e intelligente.
Ricordatevi un’altra cosa: non andate mai a investire le vostre energie su 200 obiettivi differenti… Ne fallireste 200. E fallire 200 obiettivi come vi farebbe sentire? Cercate di affrontarne uno alla volta. Se poi in un macro-obiettivo ne trovate diversi e metteteli tutti in fila il primo, il secondo, poi il terzo, poi il quarto e così via, così è più facile da gestire l’obiettivo. Poi cercate di immaginare una situazione che renda concreto un obbiettivo, una volta raggiunto questo obiettivo, nel modo y. E immaginatelo, usate ancora l’immaginazione nel modo che potete, così quando capiterà quella situazione andrete a sovrapporre la vostra immaginazione alla situazione concreta e reale delle cose che avete fatto.

Qualche stralcio dal Laboratorio 😉

Nota: “obiettivi da raggiungere” è il 5° spunto di “15 idee per la tua mente”, un progetto estivo in cui ogni settimana propongo, sulla pagina facebook di MeLab, un argomento di psicologia applicandolo alla vita di tutti i giorni. Questo articolo è la trascrizione (quasi fedele) di una diretta facebook durante il laboratorio dello scorso anno: perdonate la sintassi, coglietene il succo e se avete delle domande ponetele sulla pagina. Ci sarà una diretta ogni mercoledì alle 18:00 durante la quale risponderò alle domande, darò degli esercizi specifici e dei riferimenti per approfondire l’argomento.Intanto andate a fondo pagina per ricevere gli aggiornamenti in antemprima

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