La gratitudine come allenamento quotidiano

Esser grati per esser felici? Esser grati, basta

Testimonianza dal MeLab 2014

Chi fa il mio mestiere o chi fa questa professione sa bene come i momenti di formazione permettano di crescere anche a chi conduce il gruppo. Uno degli aspetti che a me piace di più è quando diffondo concetti e questi mi tornano arricchiti, talvolta diversi, spesso con caratteristiche inaspettate che posso riutilizzare e rilanciare a mia volta.
Così continuo a pubblicare delle testimonianze di MeLab, come leggerete qui si parlava di un libro di Richard Wiseman e del capitolo sulla Felicità.

Era così palese che la maggior parte di noi come obiettivo avesse “sentire una parvenza di serenità” (o forse, da bravo psicologo, l’ha intuito stando con noi) che lui è entrato con questo mattoncino rosso in mano e ci ha proposto un percorso. Prendendo spunto da uno di quei libri americani commerciali (il mattoncino rosso, appunto) ma estrapolandone solo i concetti, abbiamo cominciato a scrivere “tre cose nell’ultima settimana per cui ti senti grato”. La gratitudine… dovrebbe essere un allenamento quotidiano. E così, per la maggior parte di noi sentirsi grati è diventato un esercizio da fare in macchina, camminando..
Non è essere grato A QUALCUNO. MA. Essere grato DI QUALCOSA.
È uno scatto automatico. Poi col tempo cominci anche a pensare che quelle cose belle, emozionanti che ti sono successe, o che ti sei soffermato a guardare, e che ti fanno sentire grato, grato di essere qui, di essere ora, ci sono perché TU hai scelto di darci importanza. Non è merito tuo se la luce del sole al tramonto fa quello scherzo con le nuvole. Ma È MERITO TUO essertene accorto. È MERITO TUO sentirti grato. Allora cominci a dare più significato a ciò che prima davi per scontato.
È il primo passo per sentirsi dentro crescere questo benessere..
Le prime volte non ci credevo, non sentivo nulla. Non sapevo essere grata. Lui diceva, “chiudete gli occhi e sentite crescere la gratitudine, ampliatela, pensate di essere in un cartone animato, potete fare qualsiasi cosa, ampliatela al massimo, riempitevi di gratitudine!” e io zero, non sentivo nulla.
Però insistevo, a trovare durante la giornata momenti per cui essere grata. E poi, la sera, prima di addormentarmi, cercare di ricordarli. E tutti i giovedì sapevo che anche se me ne dimenticavo, avremmo fatto questo esercizio.
E poi mi sono ritrovata a sorridere.
È come andare in palestra: devi allenarti ma i risultati mica si vedono subito! Poi non ci pensi più, continui i tuoi esercizi e un giorno, guardandoti allo specchio… ti accorgi di come i tuoi addominali risultano segnati. O di come stai sorridendo.
È vero, una persona felice si sente grata di quello che ha!
Noi siamo partiti dal presupposto che se la frase vale da un verso, ha validità anche se letta al contrario.
La gratitudine, col tempo, porta a sentirsi meglio. E io aggiungo, “anche migliori”.