Preadolescenza: questa sconosciuta
Diventare grandi non è facile. Nessuno ti dice cosa succederà alla tua vita, al tuo corpo, alle tue relazioni. Ogni tanto la voglia è di tornare a giocare come si faceva qualche tempo prima, altre volte il desiderio è solo quello di poter decidere in autonomia sulla propria vita. Agli occhi di un ragazzino in ‘piena adolescenza’ i bambini possono apparire spensierati, gli adulti invece sembrano non capire le sfide che si trovano a vivere. Insomma, la preadolescenza è un periodo intenso e carico di cambiamenti. Vediamoli meglio.
Cosa si intende con preadolescenza?
Generalmente con preadolescenza si intende quel periodo di transizione in cui avvengono una serie di cambiamenti mentali, emotivi e fisici che porteranno la persona a entrare, a pieno diritto, nel mondo degli adulti (Levorato, 2002). In particolare, si tende a far rientrare la preadolescenza nel range d’età compreso fra i dieci e i tredici anni circa, anche se forse è più utile definirne la fine e
individuarla con il raggiungimento della maturazione sessuale.
Quali cambiamenti avvengono durante questo periodo?
I cambiamenti durante la preadolescenza sono molteplici e riguardano le diverse funzioni psicologiche e le aree di vita della persona: si modificano la cognizione, che si fa sempre più articolata, complessa e astratta; si rafforzano gli aspetti motori e la forza; cambiano i risvolti emotivi e relazionali che il ragazzino sperimenta. Si trasforma il corpo. Non è quindi così difficile comprendere lo spaesamento che è tipico di questo periodo di vita (Levorato, 2002; Nardone, 2012).
Quali altri elementi possono influenzare la preadolescenza?
I cambiamenti nell’individuo sono molteplici e avvengono sullo sfondo culturale e sociale entro il quale la persona vive. In questo periodo i ragazzini cambiano (anche) scuola, passando dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado (le vecchie medie per intenderci) e questo passaggio può essere cruciale, in quanto perdono i riferimenti del periodo precedente e le vecchie abitudini (es: dalle “maestre”, ai compagni di banco).
Non per tutti questo è negativo, anzi. Talvolta la possibilità di ripartire con un nuovo inizio consente al ragazzino di offrire una migliore e più positiva versione di sé, con persone che non lo conoscono e non si aspettano ‘i soliti comportamenti’. Della serie: scuola nuova, vita nuova.
Quali sono le possibili criticità di tale periodo evolutivo?
I cambiamenti in preadolescenza sono molteplici e repentini e la sfida evolutiva è legata proprio alla sperimentazione e costruzione di un nuovo senso identitario, in cui si integrino le trasformazioni in un tutt’uno coerente per la persona.
Possono venire messe alla prova le relazioni familiari, attraverso scontri e discussioni con i genitori in primis. Sebbene queste siano situazioni spiacevoli per i diversi interlocutori coinvolti, lo scopo di tali situazioni è quello di permettere al ragazzino di differenziarsi e sperimentarsi nelle sue prime indipendenze.
Di pari passo, diventa sempre più importante il gruppo di amici, all’interno del quale il ragazzino può trovare affetto e supporto.
Ciò che è importante ricordare è che la preadolescenza è una fase evolutiva che permette al ragazzino di crescere e maturare. Ogni cambiamento può spaventare, anche quando è fisiologico.
I ragazzini hanno bisogno di esplorare e conoscere il mondo, se stessi e gli altri e lo fanno attraverso l’esperienza. Compito degli adulti è monitorare da lontano, con sapiente pazienza, che le circostanze non si facciano pericolose (leggi “Preadolescenza: libretto di istruzioni“).
Autore: dott.ssa Francesca Dellai
Le foto sono tratte dal sito: https://pixabay.com/it/
Bibliografia
Andreoli, V. (2004). Lettera a un adolescente. Edizione Mondolibri.
Levorato, C. (2002). Lo sviluppo psicologico. Dal neonato all’adolescente. Einaudi
Nardone, G. (2012). Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Problemi e soluzioni per il ciclo di vita. Ponte
alle Grazie