Iperattività, deficit dell'attenzione, ADHD: sono parole di oggi un tempo erano tutte piccole canaglie!

Bambini malati o figli problematici?

Iperattività, deficit dell'attenzione, ADHD: sono parole di oggi un tempo erano tutte piccole canaglie!“Sì, ho capito, ma vorrei vedere lei.
Certo non è il bambino ad avere un problema, è l’educazione, è la relazione, è il contesto… alla fine è colpa nostra, di noi genitori.”

È difficile. Alcuni bambini son ben più difficoltosi da educare di altri, forse assomigliano al nonno, o forse dipende da quella volta che la mamma si è ammalata ed è stata in ospedale per molto tempo… non si sa.

Un’intervista al Prof. Alessandro Salvini riaccende il dibattito sulla diagnosi delle malattie mentali, anche in ambito infantile. ADHD, iperattività e deficit dell’attenzione interpretati come malattia. Solo per capire di cosa stiamo parlando.
Poco dopo un altro professore dell’Università di Padova aggiunge legna al fuoco: è il prof. Giorgio Maria Ferlini (video, da vedere solo i primi minuti).
Seppur di idee e storie diverse, i due professori universitari sono accumunati da una visione antropologica dell’uomo e dalla odierna volontà di parlar semplice.

Tralasciando le finezze accademiche l’accusa è questa: il DSM, la bibbia per la rilevazione dei vari problemi mentali che descrive anche la sindrome infantile, non è affidabile.
Per motivi scientifici? Sì, ma alla gente non interessa e la dimostrazione è di difficile comprensione.
Non è affidabile per motivi economici.

Il gran dubbio che ci si pone sul Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) è di come considerarlo visto che:

  1. è in parte finanziato e sostenuto dalle maggiori case farmaceutiche del mondo
  2. è diagnostico e, quindi, non offre direttamente alcuna cura o terapia (tanto meno psicologica)
  3. l’esistenza di una malattia diagnosticabile attraverso tale manuale, permette la ricerca e la vendita di psicofarmaci delle stesse case farmaceutiche finanziatrici.

Così l’imminente chiusura della quinta versione del DSM, che sarà pubblicato a Maggio 2013 con ridefinizioni e maggior attenzione portate alla ADHD, riaccende il dibattito: 

Questi bambini sono malati di mente?
Hanno una fisiologia differente nel cervello che causa i loro comportamenti che deviano dalle attese comuni?

Per molti sì. La causa è cerebrale. (E uso “causa” per sottolineare che nell’ipotesi è l’attività sinaptica a determinare il comportamento, mentre raramente si pensa che possa essere il comportamento a determinare la fisiologia del cervello…).

Quindi, possiamo tirare un sospiro di sollievo: i bimbi si ammalano anche di disattenzione e troppa attività.
Non c’entrano la tv, i videogiochi, la assenza di risorse del sistema scolastico, le famiglie impegnate in un’incertezza lavorativa e con poco tempo da dedicare a se stesse. La causa probabilmente è genetica, o quasi sicuramente fisiologica…

comunque è con il Ritalin che si risolve nella gran maggioranza dei casi.

Non ci sono da fare grandi cambiamenti, bastano pochi cm in più sullo scaffale delle medicine e la scatoletta ci dovrebbe stare. Poi possiamo continuare con i tagli alla scuola, con insegnanti disinformati, con servizi divisi per malattie e non per persone, con la voglia di diagnosticare e non di risolvere.

“Bambini Iperattivi”   vs   “Psichiatria iperiduttiva”

Molti colleghi si arrabbiano moltissimo. Sia per una posizione che per l’altra.
Sia quella di ridurre i bambini ad una macchinina, sia a quella di ridurre gli psichiatri ad allegri e spietati distributori di droghe per arricchire il proprio monopolio.

Molti servizi di Neuro Psichiatria Infantile, combattono in trincea ogni giorno con bambini che “giocano” con coltelli, fiammiferi, mazze da baseball, ecc. O che urlano, si disperano e lanciano sedie in mezzo ad un’aula di altre piccole creature. L’aiuto del farmaco è visto come la necessaria ultima spiaggia. Magari non è scientificamente coerente, magari vi saranno delle piccole controindicazioni, ma ciò che appare all’esperto e alla famiglia è una scelta che vale la pena fare.

Una risposta di parte (sono un allievo di Salvini del resto, ndr) sarebbe esigere una maggiore formazione dalle professioni sanitarie. Ma tale risposta è, appunto, parziale.
Professionalmente parlando, ritengo che il problema delle devianze comportamentali e di prestazione dei bambini sia di natura socio-culturale. La psicologia può solo intervenire sul “sintomo”, senza risolvere alla radice la questione. Ma si può far tanto. Compito della psicologia (come la si intende qui) non è il cambiamento della società, ma di quel micro cosmo che sta tra le mura di casa. Anche a piccole “dosi”.

Quindi.

PS    ovvero:

Pillole  Strategiche  per  il  genitore  disperato

Sii un farmaco! 🙂
Preciso, testato al microgrammo, dosato in tutte le sue parti.

Sii un farmaco!
Cura la relazione con tuo figlio, sperimentati, gioca, sbaglia, sbaglia, sbaglia e riprova.
Interagisci con ogni sua molecola e insegnagli come usare tutta quell’energia.
Fatelo assieme, sbagliate assieme. Dimostragli come si fa a sbagliare scientificamente e come è divertente farlo.

Fai diversi test su te stessa o te stesso. Fallo assieme a tuo marito. Chiedi a tua moglie di valutarti.
Riprendetevi, rivedetevi, fotografatevi. Organizzate i particolari della relazione, condividete ogni piccolo obiettivo e le strategie per raggiungerlo.
Migliora, ogni giorno.

È difficile. Molto. Moltissimo.
Nessun esperto sa quanto è difficile, ma come dici spesso: è tuo figlio.

 

Approfondimenti

Se volete un approfondimento critico verso il DSM: