Ipnosi

Ipnosi e terapia ipnotica

L’ipnosi è un particolare stato della mente umana. Sebbene lo stato di trance – o lo stato di ipnosi – sia un fenomeno naturale e spontaneo della mente, con il termine “ipnosi” qui intendiamo quella metodologia attraverso la quale si possa raggiungere tale stato mentale volontariamente e su induzione di un esperto. In modo particolare lo Studio applica l’ipnosi in ambito clinico o di miglioramento personale (non si tratta quindi di metodi di spettacolarizzazione visti in tv con l’unico scopo di intrattenere il pubblico). L’obiettivo è di usare lo stato di trance per risolvere al meglio i propri problemi e raggiungere gli obiettivi posti. (Si veda ad esempio una definizione dell’enciclopedia Treccani).

Il dott. Bidogia Luca è uno psicoterapeuta e un ipnoterapeuta Ericksoniano, iscritto alla Società Italiana di Ipnosi, relatore presso convegni nazionali o internazionali in ambito ipnotico e redattore della rivista Ipnosi.
L’approccio utilizzato è quello “naturalistico”, meglio conosciuto come “ipnosi ericksoniana“, dal nome del suo fondatore: Milton Erickson.

Come dice Milton Erickson “consideriamo l’ipnoterapia un processo mediante il quale aiutiamo le persone a utilizzare le loro associazioni mentali, ricordi e potenzialità vitali per raggiungere il proprio scopo terapeutico”.

Se pensate che la persona ipnotizzata ceda il suo controllo, state sbagliando. La persona ipnotizzata amplifica ed evolve le sue abilità di controllo e consapevolezza.

[approfondisci l’ipnosi ericksoniana con questo articolo]

ipnosi

Ipnosi: tempi e modalità

  • 1° incontro

    Durante il primo incontro ci scambieremo dati e informazioni necessarie. Fisseremo i nostri obiettivi e valuteremo se l’ipnosi può fare al caso vostro: lo faremo con degli esperimenti diretti.

  • Ipnosi

    Se abbiamo scelto un percorso terapeutico dovremmo trovare la via giusta. A volte la si trova dopo pochi minuti, altre volte bisogna allenarsi un po’ e capire quale sia la profondità più utile per arrivare a sbrogliare il nodo. Potrò dare degli esercizi da fare a casa. Tutti vanno in trance, tutti a modo loro. Troveremo la nostra e poi inizieremo.

    Se abbiamo già un obiettivo specifico, a volte uno o due incontri bastano (si usano protocolli ipnotici altamente sofisticati).

  • Ipnoterapia

    Potremmo fare alcuni incontri solo di ipnosi, o intervallarli da altri di dialogo e osservazioni. Solitamente un percorso ipnotico è breve e intenso. Non servono molti incontri. A volte serve solo del tempo tra uno e l’altro.

  • Fine e saluti

    Durante l’ipnosi si instaura un rapporto particolare tra terapeuta e cliente. A me piace pensare che quel rapporto continui delicatamente, ma profondamente anche finita la terapia. Non servirà sentirci altre volte, ma a volte ci penseremo sorridendo.

A chi è rivolta l’ipnosi?

A tutti. Meglio se curiosi delle vostre potenzialità o se oramai rassegnati da vari altri tentativi risolutori.
E’ dimostrata la valenza dell’ipnosi in numerosi campi sintomatici, dolorosi, sessuali, prestazionali, sportivi.
Può essere usata per: smettere di fumare, dimagrire, superare paure.
Le ricerche neuroscientifiche ne definiscono sempre più le potenzialità.

L’approccio preferito dal dott. Bidogia è quello meno miracolistico della sparizione del “sintomo”, a favore di un’attenzione globale della persona e delle interazioni che il “sintomo” ha nella vita del cliente. Questo non significa, però, che non si possa prendersi cura di una persona facendole raggiungere velocemente i propri obiettivi.

I percorsi possono essere brevi, brevissimi. Ad esempio, se dal primo contatto ci forniamo delle informazioni importanti, il tutto si può svolgere in un solo incontro di una o due ore.

Oppure possono essere strutturati a sessioni. Ad esempio: 3 incontri una volta a settimana + 2 una volta al mese.

Il percorso è altamente personalizzato. Solitamente non si prevedono più di 10 incontri di sola ipnosi per ogni percorso.

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Domande frequenti

Chi è ipnotizzato perde ogni capacità di scelta e controllo?

Come dice Michael Yapko “in ogni momento la persona in ipnosi è in grado di decidere se rendere più superficiale, approfondire, proseguire o terminare l’esperienza”. Diciamo anche che in uno stato di trance la persona si permette di poter scegliere quanto sospendere il proprio giudizio. La persona è più libera di osservare se stessa, le proprie azioni e le situazioni che sta vivendo, andando a scoprire nuove e vecchie risorse da poter usare e rimettere in gioco. Direi, quindi, che l’ipnosi favorisce l’aumento di consapevolezza e “controllo”.

Quando mi risveglierò, non ricorderò più nulla?

Dopo un incontro di ipnosi probabilmente ricorderà quasi tutto. L’amnesia è un’abilità non così diffusa, inoltre non è detto che la trance sia sempre così profonda. Ci saranno delle cose che capiteranno a cui non presterà attenzione, ma solitamente le persone ricorda tutto il necessario. Il vostro inconscio lo ricorderà sicuramente.
Altre volte si può indurre la persona a non ricordare coscientemente qualcosa che è emerso in ipnosi per valutazioni terapeutiche, ma è raro che ciò accada e viene fatto solo per tutelare la salute del cliente.

Solo le persone influenzabili possono essere ipnotizzate?

Detto che ipnotizzo solo chi lo richiede e che lo faccio per raggiungere scopi condivisi e per aumentare lo stato di salute della persona. Ritengo, quindi, che i miei clienti siano ben predisposti ad un metodo che loro stessi chiedono.

Vi sono alcune ricerche sul grado di responsività delle persone e sul loro livello di ipnotizzabilità. Se riteniamo l’ipnosi quella cosa che fa rimbambire le persone e le fa imitare la gallina in televisione… allora sì: funziona solo con alcuni tipi di persone.

Se l’ipnosi è quel metodo che amplifica e guida una naturale capacità delle persone a concentrarsi su un pensiero, un’azione o un’immagine, allora esistono persone con deficit neurologici che difficilmente potranno sperimentare l’ipnosi, ma in generale, anche i soggetti più “difficili” possono essere ipnotizzati.

Lavoro molto anche con imprenditori di stampo veneto che, apparentemente, nulla hanno a che vedere con il “soggetto influenzabile” e riusciamo ad ottenere dei benefici non solo per loro, ma anche per le organizzazioni che a loro fanno capo: azienda e famiglia.

L’ipnosi può causare danni?

L’ipnosi non può danneggiare nessuno, ma l’ipnotista sì. Purtroppo l’incompetenza e l’ingenuità possono creare dei problemi. E’ un rischio che esiste in ogni professione d’aiuto, ma qui, a parer mio, è maggiore. Vi sono figure poco raccomandabili (spesso NON psicologi e, nemmeno, psicoterapeuti) che praticano l’ipnosi, andando ad affascinare inizialmente una persona fiduciosa, per poi NON comprenderla e valutarla nella sua interezza, ma limitandosi a “mandarla in trance” e a ripetere frasi motivazionali per “riprogrammare” la mente e il comportamento. Siamo più complessi e misteriosi di così. E meritiamo più rispetto.

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